Notizie

IL PUNTO SUL CAMPIONATO DI SERIE A

19.02.2014 16:20

www.soccerhousetv.it/sezioni.php?titolo=news&id=794

 

JACQUES PRÈVERT. Poesie... "Foglie morte", "Questo Amore"

13.02.2014 16:09

Le poesie di Jacques Prévert sono componimenti semplici, ma allo stesso tempo disarmanti, e profondi che hanno proprio nella semplicità la loro forza. Il poeta francese evoca immagini, scrive con la musicalità di un compositore, e soprattutto sa parlare ai giovani: le sue poesie d’amore sono felice disamina di un sentimento che dà e che toglie. In fondo che resti solo qualche foglia morta, o un bacio rubato, l’importante è amare.

Paris at Night

IL PUNTO SUL CAMPIONATO DI SERIE A

06.02.2014 08:07

www.soccerhousetv.it/sezioni.php?titolo=news&id=735

 

NON CI INDURRE IN TENTAZIONE

30.01.2014 20:06

USCITO IL DVD DEL FILM NON CI INDURRE IN TENTAZIONE (di cui sopra potete vederne il trailer).

 

PER ACQUISTARLO:

www.amazon.it/gp/product/B00I407FMO

 

www.ebay.it/itm/NON-CI-INDURRE-IN-TENTAZIONE-DVD-Film-2013-N-Santi-Amantini-/331117816342?

 

 

 

CINEMA 2013

15.01.2014 08:10

Gennaio è tempo di classifiche e bilanci. Un po’ per ogni cosa che caratterizza la vita di una persona. Ma anche se parliamo di cinema: decisamente più leggero come argomento, meno importante, ma dal canto suo anche divertente e necessario.

Un anno di cinema, il 2013, che tutto sommato ha rispecchiato il 2012: non c’è stato il capolavoro, ma tanti ottimi film, e un paio soprattutto anche di livello superiore. Come sempre non mancano le delusioni, o quei film di cui avrei sicuramente fatto a meno. Per mio gusto puramente personale è l’anno che ha segnato il ritorno di Robert Zemeckis a dirigere un film in live action, con attori veri, in carne ed ossa: cosa che non accadeva dai tempi del bellissimo Castaway.

Strutturerò il mio personale giudizio in classifiche, che riescono ad alleggerire il discorso, semplificarlo, e rendere al meglio ciò che si pensa. E lo farò in più parti: Grandi e piccole delusioni, sarà dedicato a quei film che hanno deluso, in ordine da chi lo ha fatto di meno a chi di più; Gli esclusi che vanno ricordati, sono tutti quei film che non rientrano nei primi 10 da me scelti, ma che comunque meritano di essere ricordati, detto altrimenti, consigliatiGli esclusi illustri sono invece quelli che in termini oggettivi sarebbero potuto benissimo essere considerati top dell’anno; non lo sono, per gusti puramente soggettivi. In Qualche consiglio di “genere”, citerò film interessanti che sono riusciti ad essere sì un buon prodotto cinematografico, ma anche nel loro genere: dagli horror, alla fantascienza, passando per il thriller, ecc... Infine Gli altri 7 sono i film dal decimo al settimo per l’appunto; I primi 3, invece, fa intuire bene di chi si parla: in questo post aggiungerò anche il miglior regista e le migliori interpretazioni dell’anno, quella maschile e quella femminile.

A voi.

GRANDI E PICCOLE DELUSIONI

 
 
 
 
 
 
 
Buon 2014 cinematografico. Alla prossima.
 
 
 

CHI è SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA

13.01.2014 19:41

RISPETTO per mister Allegri

 

 

18° Giornata di CAMPIONATO SERIE A 2013/14

08.01.2014 07:41

www.soccerhousetv.it/sezioni.php?titolo=news&id=552

Un pensiero su BREAKING BAD

02.01.2014 22:34

Breaking Bad

 

TANTI AUGURI SCOMODI Don Tonino Bello

25.12.2013 10:48

“Non obbedirei mai al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.

Io, invece, vi voglio infastidire.

Non posso, infatti, sopportare l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla “routine” di calendario.

Mi lusinga, addirittura, l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali.

E vi conceda la forza di inventarvi un’esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un povero marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa l’idolo della vostra vita; il sorpasso progetto dei vostri giorni: la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi tutte le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi cortocircuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio della fame.

I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce”, dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.

Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura ma non scaldano.

Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo guardia al gregge” scrutando l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.

E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza!!!

 

CHRISTOPHER NOLAN. Realtà e sogno al lavoro. ...un ringraziamento...

19.12.2013 14:35

Realtà e sogno al lavoro. Non è solo il sottotitolo esplicativo del libro che ho scritto. Infatti la definizione può prestarsi benissimo per identificare un insieme di sensazioni che hanno accompagnato nel prima, e tutt’ora nel presente il progetto di questo libro.

Perché è un sogno questo libro: la sua pubblicazione, la sua piccola, ma attendibile diffusione. È stato un piccolo sogno che si è avverato.

Ma è anche realtà, cioè reale sì, come qualcosa di concreto, che esiste, che posso toccare e tenere tra le mie mani, sfogliare e leggere. Ma soprattutto realtà, in quanto è proprio con la realtà che si deve confrontare e misurare, anche, se vogliamo, scontrare. Quindi realtà come sinonimo di difficoltà, difficoltà di mostrarsi, di fare capolino, di farsi sentire. Difficoltà che ogni opera d’arte, in quanto tale, ha, se messa nel contesto del nostro sempre più pericoloso e imbarazzante Paese Italia. E soprattutto se l’opera d’arte è di natura indipendente, senza risonanze e altisonante particolari alle spalle.

Ma realtà e sogno sono al lavoro. Lavoro vero, inteso come sacrificio, sudore, costanza, perseveranza, amore e passione: quello che mi ha trasmesso la casa editrice che ha pubblicato il libro, la Whiterose pictures, motivo principale per cui ho scelto di andare avanti con loro nella realizzazione di questo progetto. Quando, quindi, realtà e sogno lavorano insieme, c’è sempre un po’ di speranza che dà entusiasmo a quello che si fa, che ti fa andare avanti, che ti fa scavalcare i muri che ti si parano nel cammino, che ti fa credere che quello che fai può valere veramente molto.

Realtà e sogno hanno lavorato insieme, con la passione che il sottoscritto, Simone Santi Amantini, ha messo nello scrivere un libro su Christopher Nolan, regista amato e apprezzato, e con la dedizione e la cura, meticolosa e mai banale, della Whiterose pictures, nella figura principale di Lorenzo Lombardi.

Il mio libro non è un trattato teorico del cinema di Nolan, né un saggio critico. È un saggio sì, una monografia, perché così si chiama questo genere di scrittura, ma scritto da un appassionato di cinema per altri appassionati, da un amante dei film di Nolan, per altri amanti. Scriverlo è stato, innanzitutto, rendere omaggio al suo cinema, a quello che mi ha dato, trasmesso e insegnato.  

Scrivere per me è evasione, è memoria, fissare qualcosa del me presente, di ora. Per conoscere chi ero. Ma essere uno scrivente (colui che scrive) non vuol dire essere uno scrittore. Lo scrittore esiste nello stesso momento in cui esiste il fruitore dell’opera d’arte, in questo caso, dell’opera letteraria, colui che investe nel libro e che legge il libro. Se c’è il lettore, anche solo uno, che ha comprato il libro e si è messo a leggerlo, in quell’istante della mia vita posso dire di potermi considerare uno scrittore.

Pertanto ringrazio te, lettore, che hai creduto in me, e che ora tieni il mio libro, “CHRISTOPHER NOLAN: REALTà E SOGNO AL LAVORO” nella tua libreria di casa, o sparso tra tanti altri libri e riviste, in modo confusionario sopra una scrivania, o sopra la cesta dei panni sporchi al bagno.

Ma ringrazio anche te, lettore di questo articolo, se sei arrivato a leggere fino a qui. Ti ringrazio anticipatamente se vorrai anche tu darmi la possibilità di essere uno scrittore, e di sperare, chissà, di poter continuare ad esserlo.

 

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