Notizie

Campionato Serie A 2013/14. 15° GIORNATA

18.12.2013 16:43

www.soccerhousetv.it/sezioni.php?titolo=news&id=491

 

Campionato Serie A 2013/14. 14° Giornata

03.12.2013 17:16

 www.soccerhousetv.it/sezioni.php?titolo=news&id=466

 

WILLIAM BLAKE. Poesie

29.11.2013 15:08

Tigre, Tigre che bruci luminosa nelle foreste della notte

 

CAMPIONATO DI CALCIO. 13° Giornata

28.11.2013 08:29

www.soccerhousetv.it/sezioni.php?titolo=news&id=449

CAMPIONATO DI CALCIO. 12° Giornata

11.11.2013 14:50

Comunico che la rubrica che dedico al campionato di calcio di Serie A, si è spostata in questo sito qua www.soccerhousetv.it/

E più precisamente, per quanto riguarda l'ultima giornata di campionato, l'articolo è questo www.soccerhousetv.it/sezioni.php?titolo=news&id=432

 

10° e 11° GIORNATA Campionato 2013/14

05.11.2013 09:11

Sicuramente la notizia più clamorosa di queste due giornate è il pareggio della Roma a Torino. E non quello che ha detto Barbara Berlusconi. Aperta parentesi: se la signorina B. ci avesse permesso di spedire il suo papero in quel di Parigi, ora il Milan avrebbe tutt’altro mercato. Invece ha preferito le “coccole” al Milan: ora non faccia prediche da proselita. Chiusa parentesi. Il pareggio con il Torino di Ventura è clamoroso perché sorprendente e non solo perché la Roma ha sempre vinto in 10 giornate, che non sono poche, per il nostro campionato, ma anche perché noi ci eravamo abituati a vederla vincere. Quindi un pareggio è un’originalità da quelle parti. Ben venga, non per i romanisti, ma per gli amanti della suspense sportiva, perché di fatto si sta delineando un campionato avvincente e appassionante. I fili conduttori di queste due giornate: Juventus, che ne rifila quattro al Catania e regola il Parma di misura, con la testa già a stasera; Napoli che, aiutato ancora da San Gennaro, si sbarazza della Fiorentina, in casa loro, dove la Juve ne prese 4, e vince facile sul Catania, guidato in entrambi i casi da un Callejon sempre più luce luminosa di questo Napoli spagnoleggiante; Verona, che in casa ha fatto 6 su 6, che viaggia come un treno, e che piace perché gioca un bel calcio, concreto ed efficace. Poi c’è l’Inter dove Mazzarri silenziosamente sta curando le ferite, e portando nuova linfa vitale: ha raccolto meno di quanto poteva, può veramente aspirare in alto. E la Fiorentina razziata di almeno un punto contro il Napoli, ma spietata contro un Milan ormai allo sbando, a San Siro. Il Milan sì, che rotola, e continua a farlo: prima di sperare di risalire la china, bisogna smettere di rotolare. Fermarsi, innanzitutto, e assestarsi. Poi iniziare a risalire. Ma il compito più difficile è smettere di rotolare. Allenatori a rischio: tra Petkovic, che colpe non ne ha, a Delio Rossi, che un po’ ce ne ha. Passando per Sannino che a Bologna si accontenta di un misero 0 a 0; vediamo se anche Campedelli si sarà accontentato. 


PODIO 10° e 11° Giornata

 

Recensione LA VITA DI ADELE

30.10.2013 20:29

 Il vincitore del Festival di Cannes.

LA VITA DI ADELE di Abdellatif Kechiche

 

 

 

9° GIORNATA Campionato 2013/14

28.10.2013 09:21

Non si arresta la corsa di una Roma sempre più capolista solitaria del nostro campionato: risolve Bradley, entrato per portare equilibrio difensivo nel finale di partita, per conquistare un pareggio d’oro ad Udine, contro l’Udinese che in casa non perdeva da Settembre 2012, e stava giocando in 11 contro 10, causa espulsione di Maicon. Invece l’americano segna e regala alla Roma la nona sinfonia. Un cammino esaltante, che profuma di scudetto: che ha il diritto di farlo. Dietro Juventus e Napoli, aiutate da rigori inesistenti, riescono a vincere, comunque meritatamente. E tengono il passo. Fiorentina ed Inter ottengono i tre punti avendo la meglio delle due squadre di Verona, Chievo ed Hellas, e soprattutto grazie a quanto costruito dai propri uomini in fase offensiva: quella difensiva deve ancora un attimo migliorare. Come deve assolutamente migliorare quella del Milan. Troppi gol subiti, troppe dormite, per una difesa che a inizio 2013 aveva capito come difendere, e che sapeva farlo: che l’ha dimostrato anche in settimana a San Siro contro la superpotenza blaugrana. E ora non lo sa più. Le colpe non sono completamente né di Galliani, né di Allegri se Costant dimentica il cervello a casa, e Balotelli fa il fenomeno quando gli pare e piace. Il Milan ha anche giocato bene, De Jong, Montolivo, Poli, Kakà e Matri sanno il fatto loro: sanno correre e sacrificarsi. Robinho e Balotelli no; Costant invece è un montato che non si merita di indossare quella maglia. Basta sputare su Allegri, da milanista non lo accetto: ha le sue colpe, lo riconosco anch’io. Ma voglio giudicarlo a fine stagione. Per ora in tre anni di Milan ha vinto uno scudetto, è arrivato secondo il secondo anno, giocando la parte decisiva della stagione con le riserve, e con il “gol di Muntari”, e il terzo anno è arrivato in Champions, giocando con una squadra che avrebbe vinto forse la Lega Pro. Contano i fatti: i fatti ancora gli danno ragione. A fine campionato, se ne riparlerà, non ora, non infanghiamo tutto quello che ha fatto questo allenatore in questi anni. Rispetto, innanzitutto dai milanisti. Il Bologna vince la prima, Pioli respira. Samp al quadrato, mentre un Genoa così remissivo e assente, poteva starsene a casa e far vincere la Juve a tavolino. Sannino è un grande allenatore: con la Roma saprà dimostrarlo! 

PODIO 9° Giornata

 

8° GIORNATA Campionato 2013/2014

21.10.2013 17:20

Tifosi di Juventus e Napoli si allarmano per aver perso due partite ed essere scesi a meno 5 dalla vetta. Manco fosse la penultima giornata. La corsa è lunga, e si sono visti vincere campionati anche con più punti di differenza dalla seconda. È comunque un dato di fatto che questa Roma, ora lo si può dire, è da scudetto: perché vincere in sequenza con Inter e Napoli, segnando 5 gol e non subendone alcuno, è un indizio, anzi sono due, che possono costituire una prova. La forza della squadra di Garcia è non sapersi accontentare, è spingere sempre al limite, per vincere, solo per vincere, per prendersi tutta la posta in palio. Non è remissiva la Roma, non trotterella, ma corre, non si accontenta, e ama più la porta della squadra avversaria che la propria. E sono qualità importanti, se non decisive. Ma soprattutto, la cosa più importante, la Roma è una squadra: e quando sei una squadra, vera e propria, puoi veramente andare avanti senza che nessuno ti fermi. E tutto gira a tuo favore, gli incidenti che possono occorrere durante una partita riesci a catalizzarli in senso positivo e annullarli, senza che provochino conseguenza dannose: così un Pandev lanciato a rete è incantato da uno splendido De Sanctis, e Insigne allo stesso modo si dimentica di inquadrare la porta, o l’arbitro vede un rigore che non c’era (alla moviola, forse a velocità normale anche sì), ecc... La Roma, dimostrando di avere tante frecce per il proprio arco, e una mira invidiabile, se non riesce a segnare su azione, lo fa con una punizione e un rigore, appunto: 2 a 0, festa finita, si pensa alla prossima, che può significare eguagliare il record di 9 vittorie nelle prime 9 giornate che appartiene alla grande Juve di Fabio Capello, quella del 2005/06. Ce la farà? Forse sì. Ma c’è un ultimo esame da superare per la truppa di Garcia, sempre che si verifichi: superare lo scotto psicologico di una probabile e possibile sconfitta. Da come reagirà, si capirà veramente di che pasta è fatta questa Roma. Intanto la soluzione a questo problema l’hanno già trovata: vincere sempre! Invece la Juve dai mille alibi e troppe chiacchiere che non fan farina del suo allenatore prende una sonora batosta a Firenze dopo aver dominato in lungo e in largo per circa un’ora la partita. Denuncia superficialità mentale, e veramente poca esperienza: la BBC ha dimostrato di essere un’ottima difesa in questi anni, e sicuramente ancora lo è, ma non riuscire a reggere psicologicamente un ritorno furioso della Fiorentina, cioè un pareggio, il momentaneo 2 a 2, venuto fuori più per meriti di arbitro e Giuseppe Rossi, che demeriti della Juve, è segno di poca forza mentale: non puoi perdere l’equilibrio così facilmente, il terzo gol è nato da un movimento difensivo degno di una partitella di bambini! Poi il quarto ci sta, quando spingi, ti apri, e la Fiorentina ha giocatori che con i piedi fanno meraviglie: tocco sopraffino di Borja Valero che lancia Cuadrado, scatto poderoso palla al piede verso la porta, altro tocco di classe per l’accorrente Rossi che non fa altro che insaccare. Una bellezza, calcisticamente parlando. Conte deve rimettere i cocci al posto, perché Cristiano Ronaldo e Carletto bussano alla porta. La Lazio affronta la prima minicrisi dell’era Petkovic, sembra non avere più smalto, sembra che quella vittoria ottenuta nella finale di Coppa Italia contro la Roma abbia così riempito gli stomachi di tutti quanti che ora, appesantiti, fanno fatica a correre e ad essere lucidi: la rivale per eccellenza è distante 13 punti, e potrebbe vincere lo scudetto! Io non starei tanto a guardare, e ad accontentarmi. Ma non sono né Laziale né Romano. Capitolo Inter: il solito Mazzarri che quando non vince deve sempre puntare il dito contro qualcuno, non si merita tante altre parole da parte mia. Lui rimane in silenzio, perché piange come un bambino. Allora rispettiamo il suo silenzio! (Che tristezza). Vittorie importanti per Genoa e Samp, che servono a far rialzare un po’ la testa. Il Verona continua a stupire, però non azzardiamo troppo eh, perché come sempre se ne sparano tante, e troppo presto: i conti si fanno alla fine, e il Parma ha anche giocato meglio della squadra di Mandorlini, vincere non significa sempre tutto. Il Catania esonera Maran, invece che qualche dirigente che ha condotto un mercato del cavolo; ma non ci stupiamo, in Italia funziona così. E infine “il ritorno a casa” del Cagliari: come un film drammatico, dal quasi insperato lieto fine. Per fortuna c’è stato.

PODIO 8° Giornata

 

Non calpestiamo l'amore

15.10.2013 14:52

Non vi conoscevo, Christian e Alexandra

Ma quello che è accaduto non può lasciarmi indifferente. A nessuno può.

Con un abbraccio silenzioso, a dispetto delle tante parole che si dicono, sentono e leggono in questo momento, voglio starvi vicino, in quanto ragazzo giovane, come voi, e come voi condivide sofferenze, gioie, speranze, e amare illusioni. Della gioventù di questo mondo.

Un mondo ormai piccolo, e malato gravemente. Dove i giovani si perdono e si ammalano, tra la mancanza di valori, e senza più la voglia di lottare e credere in qualcosa e Qualcuno. 

L'amore non può essere calpestato, fin dai suoi minimi, piccolissimi, e, per alcuni, insignificanti, dettagli.

L'amore, oggi, invece, è calpestato.

Ma ecco che l’Amore è colpito al cuore stesso del suo cuore.

L’amore “liberato “ vola in mille pezzi nell’uomo,

e il suo corpo fa l’amore quando il suo cuore è altrove,

e il suo cuore cerca l’amore quando non stringe che un corpo.

L’amore è insegnato, come una ginnastica.

L’amore è strappato dal letto chiuso degli amanti e sfoggiato in piazza

fra l’ultimo spettacolo e il cibo per i cani.

L’amore è proiettato su uno schermo gigante, primo piano sul sesso, emozione permanente per maniaci.

L’amore sulle bancarelle, nelle cassette, in fotografia;

luci rosse e bambole gonfiate per focolari spenti e carni morte.

L’amore si vende sui marciapiedi, si sceglie alla carta: bello mio, niente soldi, niente amore.

L’amore è sfigurato, strozzato, fossilizzato, è una cosa... e questa “cosa” in briciole è sparsa dappertutto, nel fango delle strade.

 

Restava l’Amore...

ma l’amore oggi è fuoco che si spegne,

mentre gli uomini nudi,

con le labbra tremanti,

gli occhi lucidi di febbre,

muoiono di freddo stringendo fra le loro dita avide i frammenti della “cosa” che, morendo,

si ostinano ancora a chiamare “amore”.

Uccidendo l’Amore, stiamo uccidendo la vita.

(Michel Quoist, Parlami d'Amore)


Che ci sia da esempio, quanto successo. Non uccidiamo l'amore. Innalziamolo. Eleviamolo. Ma non diciamo "è sbagliato" quando si tratta di una cosa così palesemente e scontatamente grave. Partiamo da noi, dalle piccole cose, dal nostro amore quotidiano: quell'amore che ogni giorno ricattiamo e raccattiamo, senza donare.

 

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