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18°-19°-20° GIORNATA di Serie A 2015/16

22.01.2016 08:28

Buon anno al campionato, che riparte dopo una “lunga” pausa, e da un lato raffredda decisamente i bollenti spiriti degli appassionati sviscerali che non possono vivere senza, e dall’altro fa bruscamente tornare alla realtà chi ha vissuto nella momentanea illusione di un “mondo senza calcio”. Nel mezzo, chi ne sentiva la mancanza, più per compagnia che per ossessione. Comunque, benvenuto campionato 2016, speriamo che tu possa regalarci emozioni uniche, fino alla fine!

www.soccerhousetv.it/news/2411/il-punto-sul-campionato-buon-anno-al-campionato-che-si-mantenga-cos%C3%8C-com%E2%80%99e

 

Verrebbe da dire “chi di 1 a 0 ferisce, di 1 a 0 perisce”. E così l’Inter, sconfitta dal Sassuolo per un rigore realizzato da Berardi nel finale, rinuncia al titolo di campione d’inverno che, come dice Sarri, non conta niente, ma non era nemmeno da buttar via. Non ha giocato male l’Inter, eccolo il paradosso: quando brilla nel gioco, non ottiene; quando si cela dietro ad un non gioco, spesso vince. Il calcio è questo, ed è strano. È la seconda sconfitta consecutiva in casa per i nerazzurri, non un fattore banale, o da non considerare. Resta tra le mani, nella testa, e nel cuore dei tifosi, un girone d’andata come non si vedeva da tempo, e la sensazione che questa squadra sia tornata a far paura a chiunque, e ad affermare la sua “ingombrante” presenza.

www.soccerhousetv.it/news/2430/il-punto-sul-campionato-il-titolo-d%E2%80%99inverno-premia-la-squadra-che-ha-espresso-il-miglior-calcio

 

Redivivo, come lo Hugh Glass di Leonardo Di Caprio in odore di Oscar, è Spalletti, richiamato alla Roma al posto di Garcia. Ma non la Roma, come squadra, che inciampa nella terza battuta d’arresto consecutiva. È presto per Spalletti, è vero; ma è tardi per i tifosi, che si aspettavano tutt’altre prospettive in questa stagione. Il campionato non concede sconti: alla prossima ci sarà la Juventus delle 10 vittorie consecutive. Sì, appare proprio come l’orso di quel film che si diceva. Di Caprio ne è uscito ferito, ma non sconfitto. La Roma, al di là di chi dirige dalla panchina, dovrà dimostrare di essere squadra nel campo da gioco e nei suoi effettivi: se a Spalletti lo si può aspettare, ai giocatori è difficile, francamente, dare altre chance.

www.soccerhousetv.it/news/2451/il-punto-sul-campionato-napoli-e-juve-fuoriserie-spalletti-stecca-la-prima-e-handanovic-vale-higuain

 

Recensione REVENANT - REDIVIVO

19.01.2016 09:02

 

 

 

 

 

 

 

REVENANT - REDIVIVO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CINEMA 2015

03.01.2016 17:06

Eccoci giunti, come ogni anno, alla consueta classifica di ciò che (in termini di opere) il cinema ha saputo offrirci, o non offrirci, dipende da come ci si pone a riguardo, in questo 2015. Si potrebbe fare anche un discorso generale, per esempio sottolineando la buona media qualitativa dei film usciti in sala, e di conseguenza l’arduo compito di sceglierne i 20 migliori; o notando la massiccia presenza del cinema americano, o comunque di produzione USA; o ancora apprezzando l’altrettanta “massiccia presenza” (ma evidentemente intesa in altro senso – come ingombrante, scomoda, fondamentale) di qualche opera d’avanguardia, proiettata verso il futuro, capace di rinnovare le istanze stesse del cinema, di donargli respiro e quindi vita: opere ferme perché incastonate in un tempo non loro, ma che muovono gli ingranaggi sotterranei di questa arte, ne modificano i circuiti di linguaggio, e le antenne di comunicazione. Si potrebbe fare. Ma lascio che sia la classifica a parlare per me, a redigere un bilancio di questo 2015, e a far capire che anno sia stato. Di quale Cinema, oggi, stiamo vivendo, come spettatori, come fruitori, come appassionati, come amanti, come esseri umani.

Prima, però, un paio di puntualizzazioni:

  1. Al solito, in classifica rientrano tutti i film usciti nelle sale dal 1 Gennaio 2015 al 31 Dicembre 2015. Non comprende però “riedizioni” (per esempio i capolavori di Miyazaki e Takahata, o Blade Runner).

  2. Nei primi 20 non troverete molti buoni titoli, che ora elencherò in puro ordine alfabetico qui di seguito, così per ampliare un po’ il raggio d’azione dei miei (spassionati) consigli:

AUTOMATA di Gabe Ibáñez. Thriller di fantascienza con Antonio Banderas, ambientato in un futuro post apocalittico, con cyborg e umani. C’è Asimov quindi, e già potrebbe sembrare tutto alquanto scontato, invece sorprende, per ordine, coerenza, e messaggio.

FURY di David Ayer. La Storia vera (di questo “famoso” carro armato immolato) aiuta; la guerra poi, si sa, è soggetto che sa catturare attenzioni e sprigionare emozioni sul grande schermo; il cast artistico è solido e amalgamato alla perfezione. Se il regista (nonché anche sceneggiatore in questo caso) sa come tenere tutto, senza perdersi, e sa come raccontarlo, il prodotto è sicuramente vincente. Se vi piace il genere non perdetelo: uno dei migliori film di guerra degli ultimi anni.

HEARTH OF THE SEA – LE ORIGINI DI MOBY DICK di Ron Howard. Affascinante, anche in questo caso, la vicenda che racconta, la leggenda della famosa balena bianca che sembra ispirò Melville a scrivere il suo romanzo. Ne imbastisce un’opera potentemente classica l’artigiano esperto Ron Howard: a volte, come accadeva già in Rush, ma forse anche con un piglio maggiore, ci si sposta dall’accademia, con un’attenzione maggiore all’inquadratura, ma solo quel tanto per cercare di restare dentro la modernità. Quanto basta, quanto chiediamo a questo autore, e a questo cinema, che piace proprio così com’è, classicamente impeccabile.

MON ROI di Maïwenn. Ci sono delle inquadrature finali, delle soggettive in dettaglio del volto di Vincent Cassel (che interpreta Georgio) che esplicitano e racchiudono felicemente il senso del film: è Tony (la bravissima Emmanuelle Bercot, premiata a Cannes) a guardare il volto del “suo Re”, e noi con lei, nonostante l’amore iniziale sia diventato ossessione, quindi sofferenza, quando si è scontrato con la implacabile realtà dei fatti. Vale la pena vivere l’amore quando sai che è evanescente come un’illusione? Questo è il quesito che pone Mon Roi. Ad ognuno la sua risposta, e la sua teoria. Io mi tengo quelle inquadrature, che indugiano a scoprire un volto, niente più, senza veli. Che solo lo sguardo dell’amore può saper togliere.

SHORT SKIN - I DOLORI DEL GIOVANE EDO di Duccio Chiarini. Uno dei film italiani più interessanti di questo anno. Un’opera prima, di coraggio, di impronta autoriale già ben decisa, definita. Piacevole, e promettente.

STAR WARS: EPISODIO VII – IL RISVEGLIO DELLA FORZA di J.J Abrams. Era il film più atteso. Forse il più atteso della recente storia cinematografica. Tutto questo carico di attesa pesava, potete immaginare quanto, sulle spalle di Abrams e di tutto il suo cast: non si poteva sbagliare film, nessuno lo avrebbe permesso. Nonostante la gravità del compito, il regista americano, degno erede dei grandi autori del cinema anni ’70, tra i quali proprio il George Lucas creatore di questa epopea della settima arte, riesce a confezionare un’opera importante, con momenti di grandissimo cinema. Qualcosa che non va qua e là c’è, l’epica dei capitoli originali resta sopita, ma l’universo non viene tradito, anzi: questo settimo episodio si pone proprio tra il passato e il presente. Rievoca con la risoluzione visiva delle immagini, con il montaggio, con alcune inquadrature, e soprattutto con i protagonisti storici, la prima trilogia; sta al passo con il cinema dei giorni nostri attraverso il ritmo più serrato, usando l’eroina (nuova protagonista delle serie fantasy del momento), o con inquadrature da spettacolarità dei moderni blockbuster. Ha studiato dai grandi, ne ha rielaborato i capolavori Abrams, e sa anche come si fa il cinema d’intrattenimento di qualità oggi. E tutto questo si vede. Io mi sono commosso, e sono contento di essere rientrato in questo magico Universo. Che è cinema. Puramente cinema.

STILL ALICE di Richard Glatzer, Wash Westmoreland. Prezioso. Still Alice è un’opera ambiziosa perché sussurra (come fa chi soffre) il dolore, la perdita, la malattia. Non indaga a fondo, ma proprio per questo spiazza ed è disarmante nella sua normalità, semplicità: tutto va come deve andare, raccontato con chiarezza, ma ovvia naturalezza, un decorso della malattia, il decadimento dei rapporti, del mondo intorno a sé, della persona che sei; un’ascesa verso l’essenziale, espresso nell’ultima parola che chiude il film. Amore. “Parla d’amore”, dice la protagonista interpretata da un’immensa Julianna Moore, riguardo ad uno scritto teatrale recitato dalla figlia, quella figlia più lontana da lei, dal suo mondo, e dal suo modo di concepire la vita. Così, ormai ridotta a niente, a dimenticare tutto, anche delle semplici parole, in un soffio dice la parola che non si dimentica, che resta al di là di tutto, sempre. Non è retorica, è semplice, quanto sempre spiazzante, verità. Narrata con discrezione, con armonia. Senza pigiare tasti precisi, senza pizzicare con forza determinate corde dell’animo. Noi spettatori stiamo con lei, la protagonista, con lei soffriamo, con lei ridiamo, con lei intuiamo, e con lei capiamo, e ci sentiamo essere umani. Unici. Perché amiamo.

THE IMITATION GAME di Morten Tyldum. Come per Fury, anche in questo caso, il primo aspetto che fa nascere interesse è quello storico: conoscere un’operazione così segreta e così determinante della Seconda Guerra Mondiale, è motivo di coinvolgimento a priori. Il film si apprezza poi per un’ottima costruzione nel suo genere, un thriller appassionante, ben oliato nei meccanismi narrativi, da conferirgli un ritmo fluido, scorrevole, mai zoppicante. La regia di Tyldum, autore già ampiamente apprezzato per un altro thriller, Headhunters, è pura accademia, tradotto: elegante messa in scena, conoscenza delle dinamiche del genere, e di quelle che muovono l’intrattenimento per lo spettatore. Ma The imitation game ha forse la sua maggior forza nella potenza espressiva di Cumberbatch, tra i migliori attori della modernità cinematografica. Svetta la sua interpretazione, nel dare vita ad un personaggio tanto geniale per il suo cervello, quanto fragile nell’animo. E il discorso alla fine precipita sempre lì: l’amore. Che muove le azioni umane, e dà soluzioni.

THE LOBSTER di Yorgos Lanthimos. È un film fantasy. Sembrerà strano, ma è così. Fantasy visionario, ma comunque fantasy, è strutturato così, è scritto rispettandone le linee base. The Lobster, che racconta un’umanità che non può sopportare più la vita da single, è perciò un’opera grottesca, esagerata, ironica: graffiante nella misura in cui il non senso di certe regole e leggi viene elevato, paradossalmente, a senso primario, giustificato, verosimile, a tratti comprensibile. The Lobster procede come quella che in matematica viene definita “dimostrazione per assurdo”. Ma infine, in quella emblematica scena finale, c’è scritto “CVD” (“come volevasi dimostrare”).

THE SALVATION di Kristian Levring. Ti piace il genere western? Allora recupera questo film. Non dirà molto di più di quanto già detto in merito, ma sicuramente nemmeno qualcosa di meno. Un classico del genere, che può solo appassionare.

TURNER di Mike Leigh. Questo film varrebbe a prescindere, solamente per l’interpretazione di Timothy Spall: scuola britannica e si vede. Ogni movimento è misurato, ogni respiro voluto al momento opportuno, in un bilanciamento perfetto di pantomima ed enunciazione scenica. Turner rivive grazie all’interpretazione di Spall, e con lui rivive la sua arte, la sua persona, tanto romantica nei dipinti, quanto “animalesca” nella vita. Un ritratto affascinante, dipinto con la professionalità e competenza ineccepibili di Leigh.

WOLF CREEK 2 – LA PREDA SEI TU di Greg Mclean. Uno dei due migliori horror della stagione (l’altro è tra i primi 20, si intende). Sequel degno del primo film, altrettanto degno nel suo genere, l’horror, che si sa, sforna film a iosa, e dei quali se ne salvano sempre pochi, come quando ti si bruciano la maggior parte dei biscotti. Questo film australiano di Mclean si regge su un personaggio imponente, il serial killer Mick Taylor, che cattura per istrionica presenza, e spietata crudeltà. L’horror, con tutte le sue derivazioni, tra momenti classici ed altri originali, si cuce intorno a questo protagonista, ed è proprio lui che ne scandisce i tempi, ne scrive le dinamiche, ne conferisce forza narrativa, suspense e terrore.

 

TOP 20 (prima parte)

 

TOP 10

 

 

 

 

 

 

17° GIORNATA DI CAMPIONATO Serie A 2015/16

23.12.2015 22:28

In primis ringraziano gli appassionati di sport, di calcio, di suspense sportiva, di battaglie sempre aperte. Ringraziano la Lazio, corsara a San Siro, che vincendo contro la capolista Inter ha permesso alla classifica di accorciarsi ulteriormente tanto da mettere al tavolo delle pretendenti allo scudetto ben 5 squadre, staccate tra loro di soli 4 punti. www.soccerhousetv.it/news/2391/il-punto-sul-campionato-ringraziamenti-di-natale

 

16° GIORNATA di Campionato Serie A 2015/16

16.12.2015 18:01

È un campionato a fasi alterne. C’è stata in principio l’Inter, poi per un brevissimo periodo la Fiorentina, in seguito il Napoli, oggi la Juventus. E non mi riferisco a posizioni in classifica, né tantomeno all’alternarsi in vetta, quanto piuttosto al “parlare”, al trend del momento, all’argomento caldo, al top topic. Ecco, al momento, è la rimonta Juventus ad occupare i titoli, le pagine dei giornali, e la bocca di molti: le 6 vittorie consecutive degli uomini di Allegri, appunto, l’ultima arrivata nella domenica sera della 15esima giornata ai danni della Fiorentina. Un cammino perentorio, che l’ha avvicinata alla testa, occupata dall’Inter. La Signora non è più la controfigura di se stessa, ma di nuovo la protagonista, vestita a festa. Allegri è maestro delle rimonte, ma non scordiamoci che questa ha ancora i connotati di una, seppur esaltante, rincorsa. Ha battuto i pugni sul tavolo dei pretendenti al titolo: bisogna vedere se è riuscita a spaventarli. www.soccerhousetv.it/news/2358/il-punto-sul-campionato-un-campionato-a-fasi-alterne-e-da-double-face

 

 

15° GIORNATA di CAMPIONATO di Serie A 2015/16

08.12.2015 12:54

Il rischio che corre il Napoli è l’inesperienza di saper gestire certe pressioni, che provengono da tutte le parti, e non solo dai media come, intelligentemente dal suo punto di vista, Sarri continua a ripetere. Pressioni che crescono in modo direttamente proporzionale al tuo rendimento, di risultati, ma anche di gioco soprattutto. Con il Bologna è accaduta la debacle, nata dalla paura, dalle scorie di stress non smaltite a dovere dopo il big match vinto contro l’Inter, dalle vertigini che ti prendono quando ti ritrovi in testa al campionato di serie A dopo 25 anni. È come se quegli ultimi minuti scellerati contro la squadra di Mancini si fossero protratti ancora, per gran parte della gara contro il Bologna. Il Napoli era 19 partite che non perdeva, prima o poi la concentrazione alta, e lo sforzo della rimonta, chiedono il conto. Il dato curioso è che entrambe le sconfitte dei partenopei in questo campionato siano avvenute in Emilia, alla prima con il Sassuolo e questa a Bologna. Terra di disfatta per la truppa di Sarri. www.soccerhousetv.it/news/2332/il-punto-sul-campionato-vertigini-d%E2%80%99alta-classifica-non-c%E2%80%99%C3%88-ancora-un-padrone-se-non-la-suspense-sportiva

 

14° GIORNATA DI CAMPIONATO Serie A 2015/16

02.12.2015 15:19

Napoli – Inter era il big match di giornata, e forse il vero primo big match del campionato: lo conferma anche a bocce ferme, e a risultato conseguito. È stata una bella partita, combattuta sia sul piano tattico che su quello più squisitamente tecnico. Ed entrambe le squadre hanno dimostrato di poter essere serie pretendenti per lo scudetto. Vince il Napoli, per 2 a 1, e sale in vetta solitaria della classifica: con questo sono 5 scontri diretti vinti, 15 punti. Devastante. La squadra di Sarri non può più nascondersi dietro le esternazioni, certamente originali e simpatiche, del suo mister: è la squadra da battere. Arriveranno tempi più duri? Certamente, ma il presente parla in modo chiaro ed inequivocabile, ed assegna ai partenopei un ruolo ed una trama ben precisa da recitare ed attuare. Sarri l’ha preparata meglio la gara; Mancini l’ha letta perfettamente in corso. Forse la forbice tra i due sta proprio qui. L’Inter ha dovuto combattere per tutto il secondo tempo in 10 contro 11 (troppo generoso, per quanto ingenuo – e questo non lo si sottolinea – il primo giallo a Nagatomo), e quasi non riusciva nell’impresa del pareggio: due pali clamorosi al 93esimo ne hanno palesato il destino amaro. Se dovessimo guardare a questa prestazione, e isolarla dal cammino complessivo, parleremmo di una grande squadra dal futuro roseo e vincente. Ma ancora non possiamo: aspettiamo continuità a queste performance. E non più (non solo) continuità di risultati. In tal caso, Napoli docet. www.soccerhousetv.it/news/2313/il-punto-sul-campionato-il-pipita-detta-legge-in-campionato-inter-e-da-lontano-la-juve-non-intendono-arrendersi

 

13° GIORNATA di Campionato Serie A 2015/16

24.11.2015 14:58

Urge chiedere, anzi pretendere, che la Lega Serie A quando va a stilare il calendario delle partita si confronti anche con quello degli altri maggiori campionati europei, onde evitare, in modo categorico, che una nostra partita di “cartello” (rigorosamente tra virgolette, ci mancherebbe) possa coincidere con una (vera) appunto all’estero. Già ne usciamo male a priori, idealmente; se poi fai giocare Juventus-Milan nella stessa giornata del Clasico spagnolo, arrivederci e grazie! www.soccerhousetv.it/news/2289/il-punto-sul-campionato-l%E2%80%99inter-che-zittisce-i-detrattori-il-napoli-la-squadra-pi%C3%99-brillante-il-big-match-%C3%88-gi%C3%80-cominciato

 

 

#RISCOPRIAMOLI

21.11.2015 17:45

 

 

 

 

 

 

 

MUNICH di Steven Spielberg

CAPOLAVORI SECONDO ME

16.11.2015 08:26

 

 

 

 

 

 

 

STAR WARS - LA VENDETTA DEI SITH di George Lucas

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